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aprile 30, 2013

Ciambella alla ricotta con confettura di frutti di bosco

Ricetta per persone n.
4
 
Ingredienti:
250 g di farina
250 g di ricotta
200 g di zucchero
80 g di confettura di frutti di bosco
10 g di burro
3 uova
1 bustina di lievito
sale


Preparazione: 20’ + 45’ di cottura

  • Sgusciate le uova in una ciotola, unitevi lo zucchero, una presa di sale e sbattetele con la frusta sino a farle diventare spumose.
  • Unitevi la ricotta setacciata, aggiungete la farina mescolata con il lievito e amalgamate gli ingredienti sino a ottenere un composto liscio e omogeneo.
  • Imburrate uno stampo per ciambella, versatevi parte dell'impasto, poi con un dito formate un solco centrale lungo tutta la circonferenza e colmatelo con la confettura.
  • Quindi unite il rimanente impasto e infornate il dolce a 180 °C per 40-45 minuti.
  • Sfornate e lasciate raffreddare la ciambella prima di servirla.
  • Se volete, potete prepararla in anticipo, anche il giorno precedente.

 
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aprile 29, 2013

tartelette di ricotta alle ciliegie

Ricetta per persone n.
4
 
Ingredienti:
125 g di farina tipo 00
100 g di ricotta piemontese
70 g di burro
70 g di zucchero semolato
75 g di zucchero a velo
20 g di mandorle in polvere
24 ciliegie
1 tuorlo
1 arancia non trattata
sale


Preparazione: 25’ + 25’ di cottura + riposo

  • In una terrina lavorate la farina setacciata con il burro ammorbidito a pezzetti, 50 g di zucchero a velo, un pizzico di sale, il tuorlo e le mandorle finché otterrete una pasta liscia e omogenea che avvolgerete in un foglio di pellicola trasparente e farete riposare in frigorifero per 30 minuti.
  • Nel frattempo lavate, asciugate e snocciolate dodici ciliegie.
  • Fatele cuocere in una casseruola insieme con 30 g di zucchero semolato, la buccia grattugiata di mezza arancia e un cucchiaio di acqua per circa 5 minuti.
  • Spegnete il fuoco, scolate le ciliegie dal fondo di cottura e fatele raffreddare.
  • Su un piano di lavoro infarinato stendete la pasta con un matterello e, aiutandovi con un tagliapasta tondo.
  • Ricavate dodici dischetti di 8 cm di diametro; con questi foderate altrettanti stampini per tartellette imburrati e leggermente infarinati.
  • Bucherellate il fondo di pasta con i rebbi di una forchetta e disponete su ciascuno stampino una ciliegia sciroppata.
  • In una terrina a parte lavorate a crema la ricotta con lo zucchero semolato rimasto e la panna fresca, quindi distribuitela sulle tartellette.
  • Infornate a 200 °C per 20 minuti, poi lasciate raffreddare le tartellette e suddividetele nei piatti individuali, decorando con le ciliegie crude rimaste, ben lavate e asciugate, e spolverizzando il tutto con zucchero a velo.

Quanto nutre una porzione: 340 calorie.

Vino consigliato: Accompagnate con un Malvasia di Casorzo, vino rosso prodotto con uve malvasia di Casorzo al 90% e variabilmente freisa, grignolino o barbera.
malvasia_casorzo
Il Malvasia di Casorzo d'Asti Doc è un vino da fine pasto rosso prodotto anche nelle versioni Spumante e Passito
E' un vino tipico della regione Piemonte, prodotto in provincia di Asti, Alessandria. Si ottiene da uve Malvasia di Casorzo per almeno il 90%. Possono concorrere alla produzione di questo vino anche uve provenienti dai vitigni Freisa, Grignolino, Barbera e altre varietà di uve aromatiche delle province di Asti e Alessandria nella misura massima del 10%
Si produce a Casorzo e a Graziano Badoglio, nell'Astigiano e a Vignale Monferrato e altri due o tre comuni nell'Alessandrino. Possono concorrere anceh le uve Freisa, Grignolino e Barbera, fino a un massimo del 10% globalmente. Da consumare giovane, questo vino rosso è tipico da dessert, specialmente indicato con la frutta secca ed anche semifreddi o gelati di frutta, esclusi glia agrumi. Va bene con la biscotteria in genere.
Il Malvasia di Casorzo d'Asti Doc viene prodotto nella regione del Monferrato, che dà i natali ad alcuni dei vini più pregiati d'Italia. Si ottiene da un vitigno della famiglia delle malvasie, di origine greca e ormai diffuso in tutto il mondo. Il Malvasia di Casorzo d'Asti Doc viene prodotto nelle tipologie Rosso, Spumante e Passito.

 
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aprile 28, 2013


Un grande riscontro di presenze ha confermato il successo del Cake Design Week che ha avuto luogo presso la Stazione marittima di Napoli dal 19 al 21 aprile. I grandi nomi del Cake Design, da Letizia Grella a Christian Giardina, fino a Toni Brancatisano, sono stati entusiasti protagonisti di un folto numero di attività, mentre aziende leader del settore hanno esposto i materiali più innovativi nel campo della Sugar Art. Un grande afflusso di visitatori hanno contato anche i contest “New cake decorator” e “Make your cake”, le gare che hanno consentito a talenti emergenti di mettersi in gioco testando la propria creatività.

 
 

 
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aprile 27, 2013

Sfogliatine con pasticcera
La crema pasticcera (detta anche crema gialla) è una preparazione a base di uova, zucchero, latte e farina, usata in moltissimi prodotti dolciari.
Può essere servita come dolce al cucchiaio oppure utilizzata come guarnizione o farcitura per torte, pan di spagna, cannoli, bigné, e svariati altri prodotti di pasticceria.
Ne esistono molte varianti: la crema diplomatica, che si ottiene amalgamando panna montata, la crema al limone, profumata con una scorza di agrume, la crema alla vaniglia, con una bustina di vanillina o infine la crema al cacao.

crema pasticcera
Ricetta per persone n.
4
 
Ingredienti:
1 confezione di pasta sfoglia pronta già stesa rettangolare
confettura di albicocche o lamponi o fragole
zucchero a velo
2 tuorli
50 g di zucchero semolato
1 cucchiaio di fecola
1/2 l di latte fresco
la scorza di 1 limone


Preparazione: 45’ + 10’ di cottura

  • Montate i tuorli e lo zucchero semolato con la frusta in un pentolino.
  • Unite la fecola e versate il latte portato a  bollore con la scorza di limone, dopo averlo filtrato.
  • Cuocete, finche la pasticcera si addenserà, mescolando sempre con la frusta.
  • Fate raffreddare e coprite a contatto con un foglio di carta da forno.
  • Srotolate la pasta sfoglia.
  • Ricavate 12 quadrati con un tagliapasta di 4x4 cm e distribuiteli, distanziati, su due teglie foderate con carta da forno.
  • Bucherellateli con la forchetta, spolverizzateli con zucchero a velo e cuoceteli in forno già caldo a 180° per 10 minuti.
  • Mettete una sfoglietta tiepida su ciascun piatto individuale e copritela con un cucchiaio della crema pasticcera preparata.
  • Disponete sopra un'altra sfoglietta e quindi un cucchiaio di confettura.
  • Completate con le ultime quattro sfogliette, spolverizzate con zucchero a velo e servite, a piacere, con fragole e salsa di fragole.


Quanto nutre una porzione: 530 calorie.


 
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aprile 26, 2013

bomba al pistacchio
Ricetta per persone n.
6
 
Ingredienti:
500 g di gelato al pistacchio
200 g di ciliegie sciroppate snocciolate
6 mezze pesche sciroppate
100 g di pan di Spagna
300 g di panna
zucchero al velo
mezzo bicchiere di brandy


Preparazione: 120’ + 3 ore di freezer

  • Mettete in freezer lo stampo per almeno mezz'ora in modo che sia ben gelato al momento di preparare la bomba.
  • Sgocciolate dallo sciroppo di conservazione le ciliegie e le pesche.
  • Tagliate le prime a meta o in quattro e le pesche a pezzettini.
  • Tagliate prima a fettine poi a dadini il pan di Spagna e metteteli in una terrina. 
  • Aggiungete anche la  frutta preparata e spruzzate il tutto di brandy.
  • Lasciate macerare per mezz'ora.
  • Trascorso questo tempo, mettete la panna freddissima in una terrina (pure affreddata), unitevi 2 cucchiai di zucchero al velo e montatela.     
  • Poi incorporatevi gli ingredienti preparati, sgocciolati dal brandy. Mescolate tutto con cura, ma molto delicatamente, e mettete in freezer.
  • Prendete dal freezer lo stampo e il gelato al pistacchio.
  • Lavoratelo un attimo con un cucchiaio per ammorbidirlo, poi disponetelo nello stampo gelato, facendolo ben aderire alle pareti, con un cucchiaio bagnato  e formando una grossa e regolare cavita nella quale metterete il composto di panna e frutta, riempiendola bene e livellando la superficie.
  • Coprite con un dischetto di carta oleata.
  • Introducete la bomba in freezer per almeno 3 ore.

 
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Chocolate
Il cioccolato è un alimento derivato dai semi della pianta del cacao (Theobroma cacao L.) diffuso e ampiamente consumato nel mondo intero. È preparato a partire dal burro di cacao (la parte grassa dei semi di cacao) con aggiunta di polvere di semi di cacao, zucchero e altri ingredienti facoltativi, quali il latte le mandorle, le noccioleo altri aromi.

Il cioccolato viene prodotto nelle forme più svariate; la più comune è la tavoletta, ma, sia industrialmente che artigianalmente, il cioccolato viene modellato in forme diverse, specie in occasione di ricorrenze o festività – come nel caso delle uova di Pasqua.

Esistono molti tipi di cacao, come per il caffè la provenienza e la miscela rendono più o meno pregiato Il cioccolato.

Come per il vino, anche per il cioccolato ci sono delle regole da seguire per una corretta degustazione, queste regole, o meglio, questi consigli, ideati ed utilizzati dagli esperti, servono a valutare tutti gli aspetti di questa straordinaria prelibatezza. Prima di procedere alla degustazione bisogna tener presente che se si devono assaggiare più tipi di cioccolato si inizierà da quello con minor contenuto di cacao per procedere in crescendo. La temperatura giusta per la conservazione del cioccolato è tra i 16 e i 18°C. Non andrebbe conservato in frigo perché altri odori estranei potrebbero inquinare le caratteristiche aromatiche del cioccolato. Se si intende conservare il cioccolato nel frigorifero, sarà opportuno metterlo in un contenitore chiuso ermeticamente.Il metodo di valutazione del cioccolato più conosciuto è quello dei “cinque sensi“.
 


 
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aprile 25, 2013

coppa dell'ape
Ricetta per persone n.
4
 
Ingredienti:
350 g di gelato alla crema
8 gherigli di noce
80 g di miele fluido
12 amarene sciroppate
150 g di panna montata
100 g di cioccolato fondente
1 dl di latte



Preparazione: 20’
  • Mettete 4 coppette individuali nel freezer per 1 ora.
  • Nel frattempo, sbollentate i gherigli di noce per qualche  minuto, scolateli, liberateli dalle pellicine e tritateli molto finemente.
  • Togliete le coppette dal freezer e  riempitele con le noci tritate.    
  • Passate il cioccolato nella grattugia a buchi larghi per ottenere delle scagliette e mettetele in un recipiente. 
  • Aggiungete il latte e fate fondere dolcemente a bagnomaria, mescolando con una spatola di plastica o con un cucchiaio di legno.     
  • Riempite le coppette con piccole palline di gelato alla crema. Potete usare l'apposito porzionatore, oppure un  semplice cucchiaio.     
  • Versate il miele sul gelato, facendo attenzione che lo ricopra in maniera uniforme.
  • Se il miele fosse troppo  compatto, fatelo sciogliere brevemente a bagnomaria.     
  • Guarnite, al momento di servire in tavola, le coppette di gelato con il cioccolato caldo.
  • Decorate con le amarene  sciroppate già scolate e con ciuffi di panna montata.  
Quanto nutre una porzione: 590 calorie.



 
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aprile 24, 2013

kulfi di mango
Il kulfi è l’equivalente indiano del nostro gelato ed è un dessert cremoso e congelato considerato povero perché vengono utilizzati aromi e prodotti di cui l’India abbonda e venera; povero è povero, dicono loro, ma è un concentrato di grasso e piacere visto che oltre ad essere lattoso al mille per mille contiene frutta secca che è molto poco dietetica.


Ricetta per persone n.
4

 

Ingredienti:
1 mango maturo (circa 300 g)
1/2 dl di panna fresca
1 bustina di stimmi di zafferano
300 g di latte concentrato zuccherato

 

Preparazione: 25’ + 8 ore di freezer.

  • Fai il composto.
  • Versa la panna in un pentolino, scaldala leggermente, unisci gli stimmi di zafferano e mescola bene.   
  • Per migliorare il gusto degli stimmi, disponili fra 2 fogli di alluminio e appoggiaci sopra per qualche minuto una pentola calda (se preferisci, va bene anche il ferro da stiro caldo).
  • Il calore esalta l'aroma.
  • Spegni il fuoco,  lascia intiepidire per pochi minuti e incorpora il latte concentrato.     
  • Prepara il pure di mango.
  • Lava il mango,  sbuccialo, privalo del nocciolo, taglia la polpa a pezzi e frullala con un mixer a immersione, fino a ottenere un pure fine e omogeneo.      3
  • Completa e servi.
  • Unisci il pure di mango al composto di panna e latte concentrato, amalgama bene il composto con un cucchiaio di legno.
  • Trasferisci il preparato in 6 bicchierini e riponili in freezer.
  • Lascia gelare i kulfi  per almeno 8 ore, toglili dal freezer 10 minuti prima di servirli e guarniscili, a piacere, con nastri sottili di polpa di mango fresco.
  • Riprendere a mescolare continuamente la crema fino a quando si è raffreddata.

 
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1

aprile 23, 2013

dulce-de-leche
E’ una sorta di marmellata di latte diffusa a livello popolare tra gli Argentini come golosità da assaporare al cucchiaio, spalmare sul pane, per accompagnare banane a fettine, gelati, altri dessert o farcire torte e biscotti. Il ‘Dulce de Leche‘ tradizionale si trova in commercio in confezioni a pronto uso, ma la ricetta di semplicissima esecuzione per la preparazione a livello domestico assicura un prodotto più genuino dal gusto migliore.
Il dulce de leche in spagnolo o doce de leite in portoghese, è un dessert a base di latte. È un dolce tipico argentino, ma viene usato molto anche in Brasile, in Paraguay e in Uruguay ed è molto popolare in gran parte del Sud America. Viene preparato facendo cuocere a lungo il latte e lo zucchero fino a ottenere una crema, e il suo sapore è molto simile a quello delle caramelle al mou. Il nome tradotto alla lettera significa “dolce di latte”. Il dolce francese confiture de lait è molto simile alla variante spalmabile del dulce de leche. Ne esistono versioni più o meno simili in Messico (la cajeta), in Perù (il manjarblanco), in Cile ed Ecuador (il manjar), e in Guatemala, Colombia e Venezuela (l'arequipe), Cuba ("fanguito", fatto con il latte concentrato cotto in pentola a pressione per 45 minuti). Nonostante sia di facile preparazione casalinga, in molti paesi sudamericani il dulce de leche si trova anche in commercio già pronto da mangiare. Per la commercializzazione del dulce de leche, il Código Alimentario Argentino, ovvero l'insieme di leggi che regolano l'industria alimentare in Argentina, prevede che ci si attenga a caratteristiche di qualità e preparazione stabilite da rigide norme.


Ricetta per persone n.


Ingredienti:
1 litro di latte intero
gr. 500 di zucchero
semi di 1 baccello di vaniglia diviso in due in lunghezza o 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio



Preparazione: 10’ + 120’ di cottura
  • In una pentola capiente, portare il latte ad ebollizione a fuoco medio-alto.
  • Togliere dal fuoco ed eventualmente filtrare attraverso una garza.
  • Rimettere sul fuoco. Aggiungere i semi di vaniglia (o 1 cucchiaino di estratto di vaniglia), poi lo zucchero rimescolando con un cucchiaio di legno.
  • Abbassare subito la fiamma a fuoco medio-basso e continuare a girare finché lo zucchero non si è sciolto.
  • Appena il composto inizia a bollire, aggiungere il bicarbonato di sodio.
  • Rimescolare continuamente fino a quando la crema si addensa.
  • Dopo circa un’ora di cottura, quando il dolce è diventato denso e di colore caramello, togliere la pentola dal fuoco e posarla tra cubetti di ghiaccio entro un contenitore.
  • Riprendere a mescolare continuamente la crema fino a quando si è raffreddata.
  • Servire il dessert da solo o in accompagnamento.

Quanto nutre una porzione: 340 calorie.

 
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1

aprile 22, 2013

Granita-di-limone-al-rum
Ricetta per persone n.
4

Ingredienti:
150 g di zucchero semolato
3 limoni
1 albume
50 g di zucchero vanigliato
2 bicchieri di rum


Preparazione: 20’ + 4 ore in freezer +  10’ di cottura

  • In una casseruola mettete lo zucchero, versatevi un bicchiere d’acqua, ponete sul fuoco e, a fiamma bassa, portate a bollore mescolando spesso.
  • Appena il composto raggiunge una consistenza sciropposa ritirate, aggiungete il succo dei limoni passato al colino e fate raffreddare.
  • Filtrate il composto con un passino a maglia sottile, versatelo in una vaschetta da ghiaccio, mettete in freezer per tre ore mescolando ogni mezz’ora per ottenere una consistenza granulosa.
  • Togliete dal freezer e unite alla granita l’albume montato a neve e lo zucchero vanigliato.
  • Mescolate con cura, poi aggiungete il rum e ponete di nuovo in freezer per un’altra ora sempre mescolando ogni tanto.
  • Distribuite la granita in alti bicchieri tubolari, decorateli con fettine di limone e servite subito.

  • Quanto nutre una porzione: 340 calorie.

 
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aprile 21, 2013

sciachetrà
Lo sciachetrà - spesso erroneamente trascritto come sciacchetrà e nei luoghi d'origine conosciuto anche come rinforzato o vino dolce (rispettivamente refursà e vin duse in ligure) - è un vino passito, dolce e liquoroso, prodotto nelle Cinque Terre da uve che provengono dai celebri terrazzamenti. Oltre a vantare una storia millenaria e ad essere conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata ed è stato riconosciuto come presidio Slow Food.
Nei luoghi di origine questo vino è spesso chiamato anche «rinforzato» o «vino dolce», rispettivamente refursà e vin duse nei dialetti locali della lingua ligure. Il termine "sciachetrà", con cui il rinforzato è commercializzato e ormai ovunque conosciuto, è attestato soltanto verso la fine dell'Ottocento. Pare che uno dei primi a utilizzarlo sia stato il pittore macchiaiolo Telemaco Signorini, il quale, nel suo scritto di memorie Riomaggiore, ricordando le tante estati trascorse nel borgo delle Cinque Terre, afferma che «in settembre, dopo la vendemmia, si stendono le migliori uve al sole per ottenere il rinforzato o lo sciaccatras».
cinqueterre vitigni
L'etimologia del vocabolo è incerta. La più probabile è quella che lo fa derivare dal verbo «sciacàa» (schiacciare), utilizzato per indicare l'operazione di pigiatura dell'uva. Se questa ipotesi fosse vera, se ne potrebbe allora dedurre che la denominazione più antica e originaria sia proprio quella di «sciachetrà», sostituita poi in tempi più recenti da «refursà». Accade spesso, infatti, che le parole dialettali più antiche e più lontane dall'italiano vengano via via sostituite, a causa del predominio sociale e culturale della lingua nazionale, dai corrispondenti vocaboli toscani, se pur sottoposti a un processo di assimilazione fonetica alla lingua locale. D'altro canto, vi è da osservare che mentre il termine «refursà» indica una caratteristica propria del vino passito, il vocabolo "sciachetrà" rimanda invece a un'operazione, quella della pigiatura, compiuta per qualsiasi tipo di vino.
 
Quel che è certo è che la presenza del suono /k/ lungo - ossia della doppia "c" - è dovuta all'erronea comprensione del toscano Signorini, come dimostra la circostanza che nello scritto del pittore macchiaiolo si trovano frequentemente simili errori di trascrizione di vocaboli o toponimi dialettali e soprattutto come conferma il dato di fatto che nei dialetti locali della lingua ligure non esistono consonanti doppie.
La stessa Cooperativa Agricoltura delle Cinque Terre è incorsa nel medesimo errore, mutando la denominazione «sciachetrà» che compariva originariamente sulle sue bottiglie in «sciacchetrà» e venendo seguita sulla stessa strada dal Parco Nazionale delle Cinque Terre e da altri produttori.
Lo sciachetrà viene prodotto con le qualità d'uva Bosco (60%), Albarola e Vermentino (40%). Si tende comunque a preferire l'uva Bosco in quanto la buccia degli acini è più resistente e quindi si presta meglio all'appassimento senza rompersi.

 
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aprile 19, 2013

gelato allo zenzero con salsa alla cannella
Tipici del periodo estivo, ma piacevoli da gustare in ogni momento dell'anno se ben preparati: scegli tra i nostri gelati quello più buono per te.
Ricetta per persone n.
6

Ingredienti:

Per il gelato:
latte g 300
panna fresca g 200
zucchero g 120
5 tuorli
zenzero fresco (da grattugiare)

Per la salsa e per completare: panna fresca g 300
una mela
una pera
un cestino di lamponi
burro
zucchero
una stecca di cannella


Preparazione: 60’
  • Sbucciate le pere lasciandole intere. Mettetele dritte nella pentola a pressione, con 4 cucchiai di zucchero, coperte per 3/4 di vino.
  • Aggiungete un paio di stecche di cannella, una scorzetta di limone e cuocetele per 10' da quando la pentola va sotto pressione.
  • Sgocciolatele, quindi servitele con le nocciole tostate e tritate e con la mousse pronta ai frutti di bosco.

  • Quanto nutre una porzione: 503 calorie.

  • Vini consigliati: Moscato di Noto
moscatodinoto
Il Moscato di Noto è frutto del lavoro di tanti viticoltori che non hanno voluto dimenticare secoli di storia continuando caparbiamente a coltivare il vitigno che ne è la base. Elorina ne ha raccolto e valorizzato l’impegno vinificando le loro uve e producendo un vino dolce e morbido, caldo e avvolgente.
La leggenda narra che il nome delle uve, da cui si produce il Moscato, trae origine da quanto accadde ad un dei servi della gleba di Falaride, tiranno in Sicilia, il quale era stato messo dal suo padrone a guardia di certe uve dai grappoli succosi dolcissimi di cui andava ghiotta la figlia cieca del tiranno. Il poveretto aveva l’incarico di passare per i vigneti con una verga per scacciare le mosche. Un giorno, stremato dalla calura e dalla stanchezza, il servo si appisolò e al suo risveglio scoprì che gli acini erano stati tutti punti dagli insetti. La figlia del tiranno trovò che quell’uva era di gran lunga migliore del solito così spiegò che il sonno era stato voluto dalla dea Demetra , affinché le api addolcissero la sua uva lasciando su ogni acino un segno per poterla riconoscere. Al di là della legenda, studi condotti dall’archeologo dott. Santocono Russo sulle ceramiche e sui vasi potori ritrovati nella grotta di Sbirulia , a pochi chilometri da Noto, hanno portato alla conclusione che nella zona il vino fosse già conosciuto circa 200 anni prima di Cristo.
Il Dalmasso ricorda nella "Storia della vite e del vino d’Italia" che i moscati hanno origini remotissime e provengono sicuramente (Gallesio) dal bacino orientale del Mediterraneo. Essi sono comunque da identificare con l’Apicia o Apianae di Catone, così chiamate per indicarne la predilezione da parte delle api. Da tanto culto per il vino ed i vini dolci in particolare e dalla geniale sensibilità enologica del dott. Montoneri – direttore della Cantina Sperimentale di Noto dal 1902-1943 - nasce all’inizio del novecento il Moscato di Noto. All’inizio degli anni settanta la stessa Cantina, si fece portavoce degli interessi e della volontà dei produttori ed elaborò il disciplinare di produzione della D.O.C. Moscato di Noto approvato il 14 Marzo 1974.

 
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aprile 18, 2013

pere  kaiser al vino e mousse
La mousse ai frutti di bosco in vasetto richiudibile, è ideale per la sua consistenza morbida oltre che per il sapore delicato.
Ricetta per persone n.
4
 
Ingredienti:
4 pere Kaiser
mousse di frutti di bosco pronta
vino rosso
zucchero semolato
cannella in stecche
limone
nocciole
mousse ai frutti di bosco


Preparazione: 25’
  • Sbucciate le pere lasciandole intere. Mettetele dritte nella pentola a pressione, con 4 cucchiai di zucchero, coperte per 3/4 di vino.
  • Aggiungete un paio di stecche di cannella, una scorzetta di limone e cuocetele per 10' da quando la pentola va sotto pressione.
  • Sgocciolatele, quindi servitele con le nocciole tostate e tritate e con la mousse pronta ai frutti di bosco.

  • Quanto nutre una porzione: 181 calorie.

  • Vini consigliati: Vino rosso dolce naturale, leggero di alcol, molto profumato: Brachetto d'Acqui, Malvasia di Casorzo d'Asti, Cagnina di Romagna
bracchetto d'acqui

 
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aprile 17, 2013

cialde croccanti con le mele

Ricetta per persone n.
4

Ingredienti:
farina g 100
fecola di patate g 70
marmellata di arancia g 100
burro g 50
zucchero a velo g 10
2 mele Golden
zucchero semolato
arancia
limone
sale


Preparazione: 45’
  • Lavorate velocemente la farina, la fecola, lo zucchero a velo, un po' di scorza di arancia grattugiata e un pizzico di sale con il burro morbido.
  • Impastate il briciolame con g 70 di acqua circa.
  • Fate riposare la pasta per 30', poi stendetela a mm 3 e ritagliatevi 4 dischi (ø cm 10).
  • Bucherellateli, spalmateli con la marmellata e disponete su ognuno mezza mela, pelata e tagliata a fettine sottilissime.
  • Spruzzate con gocce di limone e spolverizzate con un po' di zucchero semolato. Infornate a 180°C per 20' circa.
  • Questo dolcetto è buono tiepido.

Quanto nutre una porzione: 252 calorie.

Vini consigliati: Vino bianco dolce naturale, leggero di alcol, fresco di acidità molto profumato: Moscato d'asti, Colli piacentini malvasia dolce, Oltrepo pavese moscato
Moscato_d'Asti

 
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Ciambelle di mele in salsa al mascarpone

Ricetta per persone n.
4

Ingredienti:
una confezione di frittelle di mele surgelate g 500
mascarpone g 250
zucchero a velo g 40
zucchero semolato
Grand Marnier
burro per la placca


Preparazione: 15’
  • Versate la farina in un recipiente abbastanza capiente, unite lo zucchero vanigliato, il sale, il lievito.
  • Incorporate poi le uova, mescolando bene fino a ottenere un impasto omogeneo.
  • Imburrate uno stampo per ciambelle, versateci il composto e infornate a 180 gradi, quindi togliete dal forno e fatelo raffreddare.
  • Passate la ricotta al setaccio e amalgamate bene dopo avere unito lo zucchero, il miele e i tuorli.
  • Tagliate la ciambella a metà orizzontalmente formando due anelli. Farciteli con la ricotta.
  • Servite la ciambella guarnita con panna montata e fragole.

Quanto nutre una porzione: 588 calorie.

Vino consigliato: Moscato di Trani liquoroso.
moscato di trani
Il Moscato di Trani liquoroso è un vino DOC la cui produzione è consentita nelle province di Bari e Foggia.
Trani, fulcro della zona in cui si produce l'omonima Doc, ha un'antica tradizione vinicola, di cui è testimonianza il dialetto milanese, che definiva con la parola 'trani' l'osteria, a ricordo del porto da cui partivano i vini d'esportazione. Il commercio dei vini sulla costa orientale della Puglia era praticato, infatti, già in tempi molto antichi, quando i fenici ebbero i primi contatti con gli abitanti della regione. Rinomata, a Trani, la cattedrale con il suo campanile molto alto, eretta nel XII e XIII secolo vicino al mare.
Il Moscato di Trani Doc va abbinato a pasticceria secca, torte alla crema, all'uovo e al cioccolato e cannoli alla crema, servito in coppa a una temperatura di 8°. Nella versione Liquoroso si abbina a preparazioni dolci a pasta non lievitata e consistenti, come la pasta di mandorle e le crostate con confettura di albicocche, e va servito in piccolo calice.

 
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mele ripiene al forno


Queste mele sono ottime per la merenda dei ragazzi e si possono preparare anche un giorno per l'altro.
Ricetta per persone n.
10

Ingredienti:
10 mele golden
pinoli g 50
burro g 50
zucchero g 40
amaretti g 20
farina g 20
vino bianco secco
zucchero e burro per la teglia


Preparazione: 50’
  • Lavate bene le mele con la buccia.
  • Asciugatele e privatele del torsolo, usando l'apposito scavino.
  • Preparate il ripieno, amalgamando in una ciotola gli amaretti sbriciolati, i pinoli, lo zucchero, il burro fuso e la farina.
  • Riempite le mele con questo composto poi sistematele in una teglia abbondantemente imburrata.
  • Spolverizzatele di zucchero, irroratele con un dito di vino e, infine, infornatele a 180° per 30' circa.
  • A cottura ultimata, togliete le mele dal fondo di cottura, filtrate quest'ultimo, portatelo su fuoco moderato.
  • Lasciatelo bollire finché si sarà ridotto a denso sciroppo e versatelo sulle mele.

Quanto nutre una porzione: 154 calorie.
vino colli di rimini
Il Colli di Rimini Rebola dolce è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Rimini. Antico vitigno di origine italica diffusosi in varie Regioni con diversi sinonimi, quali: Procanico, Trebbiano Toscano e Bianchello. In Francia, probabilmente portato dai legionari Romani quando colonizzarono la Gallia, è coltivato con il nome di Ugni Blanc ed è usato, in uvaggio, per ottenere i vini bianchi provenzali.
In Italia è coltivato in molte Regioni: nelle Marche, da cui si ottiene in purezza il Bianchello del Metauro ed in uvaggio il Falerio dei Colli Ascolani; in Toscana da cui si ottiene in uvaggio il Galestro, il Montecarlo Bianco ed altri buoni vini. Vinificato in purezza da un vino giallo paglierino scarico con sfumature verdognole. Il profumo è sottilmente fruttato e floreale. Il corpo è snello e vivace. Anticamente il Biancame rappresentava il principale vitigno bianco coltivato nell'entroterra riminese.
Vino consigliato: Colli di Rimini Rebola dolce

 
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aprile 16, 2013

ciambella ripiena

Ricetta per persone n.
6
 

Ingredienti:

400 g di farina
4 uova
1 bustina di lievito in polvere (dose da 1/2 kg)
1 bustina di zucchero vanigliato
1 presa di sale
250 g di ricotta
4 cucchiai di miele di eucalipto
3 tuorli
3 cucchiai di zucchero
20 g di burro



Preparazione: 40’
  • Versate la farina in un recipiente abbastanza capiente, unite lo zucchero vanigliato, il sale, il lievito.
  • Incorporate poi le uova, mescolando bene fino a ottenere un impasto omogeneo.
  • Imburrate uno stampo per ciambelle, versateci il composto e infornate a 180 gradi, quindi togliete dal forno e fatelo raffreddare.
  • Passate la ricotta al setaccio e amalgamate bene dopo avere unito lo zucchero, il miele e i tuorli.
  • Tagliate la ciambella a metà orizzontalmente formando due anelli. Farciteli con la ricotta.
  • Servite la ciambella guarnita con panna montata e fragole.

 
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