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marzo 08, 2012

Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze tipicamente venete (1a parte).

Pensando al Veneto la prima cosa che mi viene in mente è Venezia. Non me ne vogliano i veneti, sono consapevole che la loro regione è molto altro ancora, ma il binomio Veneto-Venezia è, come dire, …“istantaneo”.
Continuando così un ipotetico gioco la catena Veneto-Venezia si arricchisce di una nuova maglia…gondola! Ed allora è proprio in un improbabile viaggio in gondola, alla ricerca dei dolci tradizionali veneti, che vi condurrò.

Lasciatevi cullare dal lento movimento della gondola e siate pronti ad assaporare, solo mentalmente purtroppo, tali specialità! “Visiteremo” le diverse zone della regione alla scoperta dei loro dolci tipici, ma come tutti i viaggi anche questo avrà il suo limite, poiché non potremmo “assaggiare” proprio tutti i dolci tradizionali veneti, ma ne faremo comunque una abbondante mangiata!

Partiamo, quindi, da Asiago, comune della provincia di Vicenza, dove il dolce tipico è la Torta Ortigara. In questo comune ai confini con il Trentino-Alto Adige tale dolce è nato nel 1920 per mano, è proprio il caso di dirlo, delle due sorelle Carli ed, ancora oggi, è un dolce molto apprezzato per la sua semplicità (è fatto solo di farina di frumento, burro, uova, zucchero, mandorle e aromi naturali) e per la sua morbidezza.

Il nome, Torta Ortigara, è un omaggio alle vittime della battaglia combattuta proprio sul monte Ortigara durante la prima guerra mondiale. Scendiamo poi verso i confini meridionali della regione per incontrare la città di Legnano celebre per i cosiddetti Capezzoli di Venere, cioccolatini dal gusto molto delicato che vengono realizzati con cioccolato bianco, mandorle, marzapane e aromatizzati con del liquore al Rum. Il particolare nome deriva dalla loro forma bombata arricchita alla sommità da una pallina di color marrone. Originariamente preparati per le feste di compleanno e per i matrimoni, tali cioccolatini vennero riscoperti alla fine del Settecento tanto da essere più volte portati in dono, dal musicista legnaghese Antonio Salieri, alla corte viennese dell’Imperatore Giuseppe II d'Asburgo.

Torniamo ora verso l’interno della regione veneta dove troviamo, in provincia di Padova, un dolce citato persino nel Guinness dei primati: la Torta Pazientino.

La nascita nel 1600 di tale torta a strati, sormontata da sottili nastri di cioccolata fondente e granella di mandorle, è legata ad una leggenda, anzi, per essere esatti, a due. La prima deriva dall’antica abitudine di dar ai convalescenti, pazienti appunto, una fetta di questo dolce come alimento sostanzioso e ricco per favorirne il recupero; la seconda, invece, è legata alla pazienza necessaria alla sua preparazione.


Concludiamo proprio a Venezia il nostro immaginario viaggio. In questa città la tradizione dolciaria per eccellenza è rappresentata dai baicoli, biscotti creati nel Settecento per essere serviti nei caffè della città accompagnati dallo zabaione.

Tale dolcetto ebbe una grande diffusione anche per il fatto di essere un biscotto secco adatto quindi alla vita dei veneziani, che dovevano affrontare il mare per lunghi periodi. I baicoli, infatti, essendo secchi potevano essere conservati in scatole di latta senza perdere la loro fragranza.

Dalla loro particolare forma, simile a piccoli branzini di laguna, i baìcolia, appunto, deriva il loro nome. Oggi tali biscotti sono diffusi anche nel padovano e trevigiano e vengono solitamente serviti con lo zabaione, ma anche con la crema di mascarpone o con la cioccolata calda.

 



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